I testimoni di Geova
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Tradurre è tradire?

Last Update: 12/8/2018 5:53 PM
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I testimoni di Geova e l'ispirazione e l'inerranza della Bibbia


Quando negli anni '50 del secolo scorso i testimoni di Geova hanno creato la "traduzione del nuovo mondo", il loro apparato dottrinale era già ampiamente formato, la traduzione quindi ha seguito il preconcetto dottrinale, prendiamo ad esempio il loro antitrinitarismo, come pensate che abbiano tradotto le scritture che vanno nella direzione trinitaria?
Potrei capire se alcune siano state tradotte in maniera diversa, ma anche un ignorante capirebbe che c'è pregiudizio interpretativo quando quasi TUTTE sono state tradotte in maniera tale da sviare il lettore da una possibile interpretazione trinitaria dei passi, gli esempi sono decine e ne vedremo in seguito alcuni.

Il CD stesso nella torre di guardia del 15/6/1985 pag 3 asserisce:

"È vero che la Bibbia può essere citata nel tentativo di sostenere punti di vista contrastanti. Ma se le dichiarazioni sono staccate dal contesto, non si può forse far apparire contraddittoria l’opera di qualsiasi autore? Sarebbe però onesto? I testimoni di Geova sostengono che una lettura della Bibbia fatta onestamente non consente di giungere a interpretazioni contraddittorie delle dottrine principali."

Il problema è conoscere quali sono queste "dottrine principali" se ad esempio "dottrine principali" secondo i tdg sono l'antitrinitarismo o la credenza in base alla quale alla morte finisce tutto e non esiste un'anima immortale, faranno del tutto per non rendere determinati passi in contraddizione con queste LORO dottrrine principali, ed infatti lo hanno fatto continuamente, cosa vi è di onesto in questo?

Vediamo un altro commento:

Torre di guardia del 15/5/1996 pag 19:

"Il metodo di studio migliore per fare progresso nell’apprendimento delle verità scritturali è quello per argomenti. Grazie alle concordanze che elencano alfabeticamente le parole bibliche insieme a una parte di contesto in ordine di libro, capitolo e versetto, è molto facile trovare i passi biblici che hanno attinenza con un determinato argomento. E questi passi possono essere armonizzati l’uno con l’altro perché l’Autore della Bibbia non si contraddice."

Altro assunto da dimostrare ovvero che gli autori della bibbia non possano contraddirsi e soprattutto che vi sia una uniformità di pensiero dal primo all'ultimo autore della bibbia.
Questo modo di procedere è fondamentalista, nessun serio studioso al giorno d'oggi prenderebbe in considerazione simili pretese, innanzi tutto la teologia del popolo ebraico ha subìto notevoli evoluzioni, si è passati ad esempio dalla monolatria "Il Dio sopra gli dèi":

Deu 10:17 IEP:
"17 perché il Signore vostro Dio, lui è il Dio degli dèi, il Signore dei signori, il Dio grande, forte e terribile "
sal 136:2:
"Celebrate il Dio degli dèi, poiché per sempre è la sua misericordia."

Al monoteismo stretto:
" 10 I miei testimoni siete voi, dice il SIGNORE, voi, e il mio servo che io ho scelto, affinché voi lo sappiate, mi crediate, e riconosciate che io sono. Prima di me nessun Dio fu formato, e dopo di me, non ve ne sarà nessuno.
11 Io, io sono il SIGNORE, e fuori di me non c'è salvatore."
(Isa 43:10-11 NRV)

"5 Io sono il SIGNORE, e non ce n'è alcun altro; fuori di me non c'è altro Dio! Io ti ho preparato, sebbene non mi conoscevi,
6 perché da oriente a occidente si riconosca che non c'è altro Dio fuori di me. Io sono il SIGNORE, e non ce n'è alcun altro."
(Isa 45:5-6 NRV)

Si è passati inoltre dalla concezione materialista dell'anima come sinonimo di persona e composta di materia e "alito vitale", alla credenza dell'anima immortale al tempo dei Maccabei e dei Farisei contemporanei di Cristo, per non parlare delle conoscenze primitive dell'universo, per alcuni scrittori biblici ad esempio la terra è una piattaforma quadrata con quattro angoli distinti, oppure circolare ma piatta, con colonne sotto di essa che la tengono ferma:

IEP Isaia 11:12 Egli alzerà uno stendardo verso le genti e raccoglierà i dispersi d'Israele, radunerà i disseminati di Giuda dai quattro angoli della terra.

IEP Ezechiele 7:2 «Figlio dell'uomo, riferisci: Così dice Dio, mio Signore, alla terra d'Israele: la fine! È giunta la fine sui quattro angoli della terra.

NRV apocalisse 7:1 Dopo questo, vidi quattro angeli che stavano in piedi ai quattro angoli della terra, e trattenevano i quattro venti della terra perché non soffiassero sulla terra, né sopra il mare, né sugli alberi.

1Sa 2:8 NRV 8 Alza il misero dalla polvere e innalza il povero dal letame, per farli sedere con i nobili, per farli eredi di un trono di gloria; poiché le colonne della terra sono del SIGNORE e su queste ha poggiato il mondo.

IEP salmi 75:4 Vacilli pure la terra con tutti i suoi abitanti, ci sono io a rafforzarne le colonne.

IEP salmi 8:4 Quando contemplo i cieli, opera delle tue mani, la luna e le stelle che tu hai fissate,(ebr:kun "fissare")

Anche il cielo, immaginato come una distesa solida, aveva delle colonne che lo sorreggevano:

Giobbe 26:11: " a un suo rimprovero il cielo ha paura,
le sue colonne tremano"

I tdg invece immaginando che le cose stessero differentemente, usano spesso citare isaia 40:22 per sostenere che Dio ispirò il profeta Isaia faendogli scrivere che la Terra fosse sferica:

TNM: "C’è Uno che dimora sul circolo della terra, i cui abitanti sono come cavallette, Colui che distende i cieli proprio come un fine velo, che li spiega come una tenda in cui dimorare"

In realtà la Paoline e la NIRV traducono differentemente:

IEP Isaia 40:22 "Egli siede al di sopra della volta del mondo, i cui abitanti sono come cavallette. Egli distende i cieli come un velo, li dispiega come una tenda in cui si abita."

NIRV Isaia 40:22 "God sits on his throne high above the earth. Its people look like grasshoppers to him. He spreads the heavens out like a cover. He sets it up like a tent to live in."

Per inciso esaminando attentamente il testo base si evince che Dio "siede" sulla volta [ebr: hug "volta, cerchio"; LXX giros = anello, cerchio) che è sopra la terra, ovvero il cielo, non sulla terra, ed è la volta ad essere circolare (e non sferica come qualche traduzione ha ostentato), ma anche ipotizzando che con "circolo" lo scrittore si stesse riferendo alla Terra, non c'è scritto che è sferica, ma circolare, un disco piatto circolare e non un globo.
Se gli ebrei di lingua greca che hanno creato la LXX hanno reso il termine in questione con Gyros che vuol dire anello e cerchio e che non vuol certo dire sfera, ci sarà stata una ragione o no? O consideriamo la LXX solo quando ci fa comodo?

Esiste anche un'altra parola in ebraico che rende il senso di sfera o globo, bolla, ed è Gullah:

NR 2 cronache 4:12,13 le due colonne, le due sfere dei capitelli in cima alle colonne, i due reticolati per coprire le due sfere dei capitelli in cima alle colonne,
le quattrocento melagrane per i due reticolati, a due file di melagrane per ogni reticolato, da coprire le due sfere dei capitelli in cima alle colonne;
(si veda:
http://www.scripture4all.org/OnlineInterlinear/OTpdf/2ch4.pdf)

Insomma allo scrittore non mancavano certo le parole per rendere pienamente il senso di sfera...

Ricapitolando:

1) la traduzione letterale e principale di Hug è cerchio e non sfera e la maggioranza dei dizionari è concorde.

2) La LXX rende Hug con Gyros che vuol dire anello, cerchio e non sfera.

3) la cosmologia dell'epoca dello scrittore prevedeva una terra piatta poggiata su colonne, ogni libro serio di storia del VT insegna questa cosmologia per gli ebrei dell'epoca.

4) il contesto, per vedere gli abitanti come cavallette il soggetto doveva sedersi in alto e non sulla terra.

5) la resa grammaticale, oltre a rendere il passo con "siede sopra il circolo della terra" può essere reso con "siede sulla volta (sul cerchio) che è sopra la terra", spostando il soggetto dalla Terra al cielo che è sopra la terra, considerato all'epoca uno strato solido.

6) esistono altre parole ebraiche che rendono pienamente il senso di sfera come Gullah e Kabul.

Ecco come può essere schematizzata la cosmologia dell'antico testamento:



Il "firmamento" (nel lat. class. «appoggio, sostegno», der. di firmare «rendere stabile», secondo il modello del gr. στερέωμα (οὐρανοῦ) che indica la volta stabile sostenente l’oceano celeste) è la traduzione che la vulgata scelse per l'ebraico raqìa di genesi 1:14:
"NRV Poi Dio disse: «Vi siano delle luci nella distesa dei cieli per separare il giorno dalla notte; siano dei segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni;"

Il dizionario ebraico BDB usa come primo significato di raqìa:
"extended surface, (solid) expanse[trad:superficie estesa, solida espansa]" aggiungendo:
"2. the vault of heaven, or ‘firmament,’ regarded by Hebrews as solid, and supporting ‘waters’ above it,[trad: la volta del cielo o firmamento era considerata dagli ebrei come solida e sosteneva l'acqua sopra di esso]"

Il firmamento veniva considerato infatti come una calotta di metallo martellato, che tratteneva le acque che stavano sopra e dove erano attaccati i due grandi "luminari" (ovvero il Sole e la luna) e le stelle.
Inoltre credevano (come tutti i popoli a loro confinanti) che fosse il Sole a girare intorno alla terra, e non viceversa come si evince dal racconto di Giosuè e dal Sole che si ferma, i tdg scusano questo fatto dichiarando che la cosa è vista dal punto di vista di Giosuè il quale vedeva il Sole muoversi... Ma che bella scoperta! Era forse troppo difficile per Dio ispirare chi scrisse il racconto facendogli conoscere la verità? Come mai lo avrebbe fatto con Isaia ma non con Giosuè?
Fanno lo stesso ragionamento quando gli si fa notare che in Genesi capitolo 1, prima viene creata la luce poi le piante e solo il IV giorno vengono fatti i luminari, ovvero il Sole, la luna e addirittura le stelle, anche in questo caso giustificano l'assurdità scientifica evidente in questo mito, asserendo che un eventuale osservatore dalla terra, avrebbe osservato i luminari solo in questo giorno, non essendoci più le nuvole che prima ne avrebbero impedito la visione [SM=g27993] Pensate che c'è gente che dopo aver letto questa assurda spiegazione gli crede anche!
Quello che sfugge ai testimoni di Geova è che In Ge.1:14.19 è scritto che il sole e la luna furono FATTI e posti nella distesa dei cieli il quarto giorno.
Nel primo capitolo di Genesi, non si usano solo i verbi CREARE e FARE, ma anche il verbo APPARIRE. Per esempio: Ge.1:9 'E Dio proseguì, dicendo: “Le acque sotto i cieli si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto”.
In questo versetto dell'Antico Testamento, il verbo APPARIRE è usato per descrivere come una cosa (nel caso specifico, la terra), pur esistendo da prima, diventa visibile solo dopo che un determinato evento si verifica, in altre parole DIO ordina che le acque si spostino, e le acque eseguono l'ordine di DIO; in questo modo, la terra (che c'era anche prima) diventa visibile.
Il verbo FARE invece è usato per descrivere l'azione di fare qualcosa che prima non era stato fatto, "FARE" significa produrre qualcosa modificando e/o assemblando materiali creati e/o fatti in precedenza (e questo è il verbo usato il Ge.1.6).
Tornando a Ge.1:14 troviamo scritto: 'E Dio proseguì, dicendo: “Si facciano luminari nella distesa dei cieli per fare una divisione fra il giorno e la notte; e dovranno servire come segni e per le stagioni e per i giorni e gli anni".
Non è scritto da nessuna parte che i luminari erano coperti da qualcosa e poi, per ordine di DIO, quei luminari diventano visibili: si dice proprio che i due luminari vennero fatti in quel momento.
Nel linguaggio antico-testamentario quindi si usa il verbo CREARE per descrivere la creazione di qualcosa dal nulla, ex novo, il verbo FARE per descrivere la creazione di qualcosa usando materiale preesistente, e il verbo APPARIRE per descrivere la visibilità di qualcosa che prima era nascosta da qualcosa.
Inoltre in Ge.1:24.25 è scritto che Dio, per ottenere gli animali, ordinò alla terra di produrli (quindi gli animali sono stati prodotti DALLA terra per ordine di DIO) mentre in Ge.2:19 è scritto che gli animali furono prodotti da DIO, usando la terra come materia prima (quindi gli animali sono stati prodotti da DIO utilizzando la terra non come manovalanza, ma come materia prima), è evidente che non è solo una questione di cronologia e di spiegazioni più o meno dettagliate; i due racconti sono proprio diversi.


Errori eclatanti da parte degli scrittori:

Per quanto riguarda le contraddizioni o meglio gli errori umani, il più eclatante è quello di Marco:

Marco 1,2
"Secondo quanto è scritto nel profeta Isaia:
«Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero
che preparerà la tua via."

Malachia 3,1
«Ecco, io vi mando il mio messaggero,
che spianerà la via davanti a me
e subito il Signore, che voi cercate,
l'Angelo del patto, che voi desiderate,
entrerà nel suo tempio. Ecco egli viene»,
dice il SIGNORE degli eserciti."

Marco fa confusione tra Isaia e Malachia... [SM=g27992]
E non è l'unico caso:

Chi era il sommo sacerdote al tempo di Davide?

Abiatar:

Marco 2:26 “Com'egli, al tempo del sommo sacerdote Abiatar, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani di presentazione, che a nessuno è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche a quelli che erano con lui?»”

Aimelec:

1 Samuele 21:2.6 “Davide rispose al sacerdote Aimelec: «Il re mi ha dato un incarico e mi ha detto: "nessuno sappia nulla dell'affare per cui ti mando e dell'ordine che ti ho dato"; e quanto alla mia gente, le ho detto di trovarsi in un dato luogo. Allora il sacerdote gli diede del pane consacrato, perché non c'era là altro pane tranne quello della presentazione, che era stato tolto dalla presenza del SIGNORE, perché fosse sostituito con pane caldo nel momento in cui veniva preso”.


Matteo confonde Geremia con Zaccaria:

Matteo 27:9-10 contiene una famosa citazione dell’antico testamento che desta molto scalpore in quanto l’autore del Vangelo scrive: “Allora si adempì quanto era stato detto dal profeta Geremia: e presero trenta denari d’argento, il prezzo del venduto, che i figli d’Israele avevano mercanteggiato, e li diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore”.
L’anomalia è che il passo citato da Matteo è del profeta Zaccaria (cfr. Zc 11:12-13) e non del profeta Geremia. Questo passo del Vangelo di Matteo si riferisce naturalmente alla fine che fece il denaro rigettato da Giuda ai sommi sacerdoti quando si pentì del tradimento di Gesù, inoltre secondo Zaccaria (Capitolo 11) si parla dei trenta denari (il prezzo convenzionale di uno schiavo) che vengono gettati nel tesoro del tempio. Cosa che NON AVVIENE nel caso di Gesù perché secondo i sacerdoti erano sporchi di sangue e vennero usati a comperare il campo del Vasaio.

Giovanni sapeva o non sapeva che Gesù fosse il messia?

Due passi del vangelo di Matteo messi a confronto sembrano mancare di coerenza riguardano Giovanni il battezzatore.
Il primo è quello di Matteo 3:

"13 Allora Gesù, lasciata casa sua in Galilea, andò al fiume Giordano per essere battezzato da Giovanni. 14 Giovanni non voleva.

« Non è giusto », diceva, « sono io che ho bisogno di essere battezzato da te! »

15 Ma Gesù lo rassicurò: « No, battezzami, perché devo fare tutto ciò che è giusto ». Allora Giovanni lo battezzò.

16 Dopo il battesimo, non appena Gesù fu uscito dall’acqua, il cielo si aprì ed egli vide lo Spirito di Dio scendere su di lui sotto forma di colomba. 17 Una voce dal cielo disse: « Questo è il mio Figlio diletto nel quale mi sono compiaciuto »."

Il secondo è quello del capitolo 11:

2 Giovanni Battista, che in questo periodo si trovava in prigione, venne a sapere dei miracoli che il Messia stava compiendo, perciò mandò i suoi discepoli a chiedere a Gesù: 3 « Sei davvero tu quello che stiamo aspettando, o dobbiamo restare in attesa? »

Giovanni aveva dimenticato l'episodio del battesimo ?
O aveva perso la fiducia in Gesù, non avendo assistito a nessun miracolo per quanto riguardava la sua stessa situazione ? 
In ogni caso tale domanda posta da un Giovanni scettico è in contrasto col clamoroso episodio del battesimo.

Duplici racconti:

Nelle parti narrative si trovano doppioni (racconti in duplice, e in qualche caso, anche triplice versione, ad esempio due racconti della creazione: Gen 1,1-2,4a e 2,4b-25; due racconti dell’alleanza con Abramo: Gen 15 e 17) doppioni di versetti:

Isaia 2:2-4:
" 2 Avverrà, negli ultimi giorni,
che il monte della casa del SIGNORE
si ergerà sulla vetta dei monti,
e sarà elevato al di sopra dei colli;
e tutte le nazioni affluiranno a esso.
3 Molti popoli vi accorreranno, e diranno:
«Venite, saliamo al monte del SIGNORE,
alla casa del Dio di Giacobbe;
egli ci insegnerà le sue vie,
e noi cammineremo per i suoi sentieri».
Da Sion, infatti, uscirà la legge,
e da Gerusalemme la parola del SIGNORE.
4 Egli giudicherà tra nazione e nazione
e sarà l'arbitro fra molti popoli;
ed essi trasformeranno le loro spade in vomeri d'aratro,
e le loro lance, in falci;
una nazione non alzerà più la spada contro un'altra,
e non impareranno più la guerra."

Michea 4:

" 1 Ma negli ultimi tempi,
il monte della casa del SIGNORE
sarà posto in cima ai monti
e si eleverà al di sopra delle colline
e i popoli affluiranno ad esso.
2 Verranno molte nazioni e diranno:
«Venite, saliamo al monte del SIGNORE,
alla casa del Dio di Giacobbe;
egli c'insegnerà le sue vie
e noi cammineremo nei suoi sentieri!»
Poiché da Sion uscirà la legge,
da Gerusalemme la parola del SIGNORE.
3 Egli sarà giudice fra molti popoli,
arbitro fra nazioni potenti e lontane.
Dalle loro spade fabbricheranno vòmeri,
dalle loro lance, ròncole;
una nazione non alzerà più la spada contro l'altra
e non impareranno più la guerra.
4 Potranno sedersi ciascuno sotto la sua vite e sotto il suo fico,
senza che nessuno li spaventi;
poiché la bocca del SIGNORE degli eserciti ha parlato."

Vedi anche 2Re capitoli 18 e 19 con Isaia capitoli 36 e 37


Quanti erano gli animali che dovevano salire sull'arca?

Gen 6
"19 E di tutto ciò che vive di ogni carne fanne entrare nell’arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te; e siano maschio e femmina. 20 Degli uccelli secondo la loro specie, del bestiame secondo la loro specie e di tutti i rettili della terra secondo la loro specie, due di ogni specie verranno a te, perché siano conservati in vita."

Gen 7
"2 Di ogni specie di animali puri prendine sette coppie, maschio e femmina; e degli animali impuri una coppia, maschio e femmina; 3 anche degli uccelli del cielo prendine sette coppie, maschio e femmina, per conservarne in vita il seme sulla faccia di tutta la terra;"

Chi ha studiato un pò di critica biblica sa benissimo che il racconto del diluvio proviene almeno da due fonti diverse: una jahvista, piena di colore e di vita; l’altra sacerdotale, più precisa e più elaborata, ma più arida. Il redattore finale ha rispettato queste due testimonianze che riceveva dalla tradizione, senza cercare di sopprimere le loro divergenze di dettaglio, quanto sopra è solo uno dei numerosi esempi al riguardo, l'altro esempio riguarda la durata e il susseguirsi del diluvio:

Secondo il racconto jahvista la pioggia cominciò sette giorni dopo l'ordine di entrare nell'arca (7, 4); durò quaranta giorni (7, 12.17); dopo i medesimi o altri quaranta giorni (8, 6) Noé aprì la finestra dell'arca e lasciò andare un corvo che andò su e giù finché le acque non si asciugarono. Dopo sette giorni lasciò andare una colomba che non trovando l'asciutto tornò indietro (8, 8) (questi sette giorni non sono indicati nel testo, ma si deducono dal fatto che al v. 10 c'è il pronome "altri "). Dopo altri sette giorni (8, 10) liberò nuovamente la colomba che tornò con una foglia di ulivo. Da questo fatto Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra. Aspettò allora altri sette giorni e mandò nuovamente la colomba che non tornò più (8, 12). In totale quindi il diluvio secondo questa serie durò sessantuno giorni (oppure centouno giorni se i quaranta giorni si contano due volte).

Secondo il racconto sacerdotale invece la durata è concepita come un bollettino:

— Anno 600 della vita di Noé, mese II°, giorno 17: inizio del diluvio (7, 11). L'acqua cresce e rimane stazionaria per 150 giorni ( 7, 24).
— Mese VII°, giorno 17 (dopo cinque mesi, appunto 150 giorni ca.): l'arca si posa sul monte (8, 4).
— Mese X°, giorno 1 (ca. 70 giorni dopo ): appaiono le cime dei monti (8, 5)
— Anno 601 della vita di Noé, mesi I°, giorno 1 (tre mesi dopo. ca. novanta giorni): l'acqua si è completamente ritirata (8, 13).
— Mese II°, giorno 27 (quasi due mesi dopo, un anno e 10 giorni dall'inizio del diluvio): la terra è asciutta e Noé esce dall'arca (8, 14).

Quindi per il primo racconto il diluvio durò al massimo 101 giorni (quasi 4 mesi) per il secondo poco più di un anno.


Quando entrò Noé nell'arca?

Una settimana prima del diluvio:


Genesi 7

1 Il Signore disse a Noè: «Entra nell'arca tu con tutta la tua famiglia, perché ti ho visto giusto dinanzi a me in questa generazione. 2 D'ogni animale mondo prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non sono mondi un paio, il maschio e la sua femmina. 3 Anche degli uccelli mondi del cielo, sette paia, maschio e femmina, per conservarne in vita la razza su tutta la terra. 4 Perché tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti; sterminerò dalla terra ogni essere che ho fatto». 5 Noè fece quanto il Signore gli aveva comandato.
6 Noè aveva seicento anni, quando venne il diluvio, cioè le acque sulla terra. 7 Noè entrò nell'arca e con lui i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi figli, per sottrarsi alle acque del diluvio. 8 Degli animali mondi e di quelli immondi, degli uccelli e di tutti gli esseri che strisciano sul suolo 9 entrarono a due a due con Noè nell'arca, maschio e femmina, come Dio aveva comandato a Noè.
10 Dopo sette giorni, le acque del diluvio furono sopra la terra;

Entrò quando cominciò a piovere:

Genesi 7:11:

"11 nell'anno seicentesimo della vita di Noè, nel secondo mese, il diciassette del mese, proprio in quello stesso giorno, eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono. 12 Cadde la pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti. 13 In quello stesso giorno entrò nell'arca Noè con i figli Sem, Cam e Iafet, la moglie di Noè, le tre mogli dei suoi tre figli: 14 essi e tutti i viventi secondo la loro specie e tutto il bestiame secondo la sua specie e tutti i rettili che strisciano sulla terra secondo la loro specie, tutti i volatili secondo la loro specie, tutti gli uccelli, tutti gli esseri alati. 15 Vennero dunque a Noè nell'arca, a due a due, di ogni carne in cui è il soffio di vita. 16 Quelli che venivano, maschio e femmina d'ogni carne, entrarono come gli aveva comandato Dio: il Signore chiuse la porta dietro di lui."

Pensiamo anche ai due diversi racconti della creazione di genesi 1 e genesi 2, anche in questo caso provengono da due fonti distinte:

notiamo che i due capitoli descrivono il verificarsi delle cose in un diverso ordine; infatti, mentre nel primo capitolo di Genesi si dice che venne fatta prima la vegetazione, poi gli animali, ed infine l'uomo (assieme alla donna), nel secondo capitolo di Genesi si dice che quando l'uomo venne fatto, la vegetazione ancora non esisteva. Successivamente DIO fece un giardino, e vi collocò l'uomo; ma siccome l'uomo era solo, DIO, per alleviarne la solitudine, fece gli animali (quindi secondo Ge.2 gli animali vennero fatti dopo l'uomo, non prima), ed infine DIO dà all'uomo una compagna.

Anche le modalità sono diverse.
Nel primo capitolo è scritto che DIO ordinò alla terra di produrre la vegetazione, nel secondo capitolo è scritto che DIO stesso fece germogliare la vegetazione; nel primo capitolo è scritto che DIO ordinò alle acque di brulicare di esseri viventi e alla terra di produrre gli esseri viventi, nel secondo capitolo è scritto che DIO stesso plasmò dal suolo ogni genere di essere vivente.
Certo per la creazione dell'uomo si potrebbe dire che nel primo capitolo si afferma che DIO creò l'uomo e la donna e nel secondo capitolo si spiega come fece; peccato solo che nel primo capitolo si affermi che DIO creò l'uomo e la donna contemporaneamente, e nel secondo capitolo si affermi che DIO creò prima l'uomo e poi la donna.


fu Abramo a fingere che sua moglie era sua sorella con Abimelec o Isacco?

Abramo:

Genesi 20:1 "Abraamo partì di là andando verso la regione meridionale, si stabilì fra Cades e Sur; poi abitò come straniero in Gherar. 2 Abraamo diceva di sua moglie Sara: «È mia sorella». E Abimelec, re di Gherar, mandò a prendere Sara. 3 Ma Dio venne di notte, in un sogno, ad Abimelec e gli disse: «Ecco, tu sei morto, a causa della donna che ti sei presa; perché è sposata». 4 Or Abimelec, che non si era ancora accostato a lei, rispose: «Signore, faresti perire una nazione, anche se giusta? 5 Egli non mi ha forse detto: "È mia sorella?" Anche lei ha detto: "Egli è mio fratello". Io ho fatto questo nella integrità del mio cuore e con mani innocenti». 6 Dio gli disse nel sogno: «Anch'io so che tu hai fatto questo nella integrità del tuo cuore: ti ho quindi preservato dal peccare contro di me; perciò non ti ho permesso di toccarla. 7 Ora, restituisci la moglie a quest'uomo, perché è profeta, ed egli pregherà per te, e tu vivrai. Ma, se non la restituisci, sappi che sicuramente morirai, tu e tutti i tuoi».
8 Abimelec si alzò di mattina presto, chiamò tutti i suoi servi e raccontò in loro presenza tutte queste cose. E quegli uomini furono presi da grande paura. 9 Poi Abimelec chiamò Abraamo e gli disse: «Che ci hai fatto? In che cosa ti ho offeso, ché tu abbia attirato su di me e sul mio regno questo grande peccato? Tu mi hai fatto cose che non si debbono fare». 10 Di nuovo Abimelec disse ad Abraamo: «A che miravi facendo questo?» 11 Abraamo rispose: «L'ho fatto, perché dicevo tra me: "Certo, in questo luogo non c'è timor di Dio e mi uccideranno a causa di mia moglie". 12 Inoltre, è veramente mia sorella, figlia di mio padre, ma non figlia di mia madre, ed è diventata mia moglie. 13 Or quando Dio mi fece emigrare lontano dalla casa di mio padre, io le dissi: "Questo è il favore che tu mi farai; dovunque giungeremo dirai di me: 'È mio fratello'"».
14 Abimelec prese delle pecore, dei buoi, dei servi e delle serve, e li diede ad Abraamo, e gli restituì Sara, sua moglie. 15 Abimelec disse: «Ecco, il mio paese ti sta davanti; va' a stabilirti dove ti piacerà». 16 E a Sara disse: «Ecco, io ho dato a tuo fratello mille pezzi d'argento; questo sarà per te come un velo agli occhi davanti a tutti quelli che sono con te, e sarai riabilitata di fronte a tutti».
17 Abraamo pregò Dio e Dio guarì Abimelec, la moglie e le serve di lui, ed esse poterono partorire. 18 Infatti, il SIGNORE aveva reso sterile l'intera casa di Abimelec, a causa di Sara, moglie di Abraamo."

No fu Isacco:

Genesi 26 "6 Così Isacco rimase a Gherar.
7 Quando la gente del luogo gli faceva delle domande intorno a sua moglie, egli rispondeva: «È mia sorella», perché aveva paura di dire: «È mia moglie». «Non vorrei», egli pensava, «che la gente del luogo mi uccida, a causa di Rebecca». Infatti lei era di bell'aspetto. 8 Mentre era là da molto tempo, avvenne che Abimelec, re dei Filistei, si affacciò alla finestra e vide che Isacco scherzava con Rebecca sua moglie. 9 Allora Abimelec chiamò Isacco e gli disse: «Certo, costei è tua moglie; come mai dunque hai detto: "È mia sorella"?» Isacco rispose: «Perché dicevo: "Non vorrei essere messo a morte a causa di lei"». 10 E Abimelec: «Che ci hai fatto? Poco ci mancava che qualcuno del popolo si unisse a tua moglie, e tu ci avresti attirato addosso una grande colpa». 11 E Abimelec diede quest'ordine a tutto il popolo: «Chiunque toccherà quest'uomo o sua moglie sia messo a morte».

A quanto pare chi mise insieme questi racconti non si ricordava bene chi dei due ingannò Abimelec facendo passare la moglie per sorella oppure si trovò due tradizioni differenti e nel dubbio le inserí entrambe, del resto c'è addirittura una terza occasione in cui Abramo fece la stessa cosa, questa volta davanti al faraone in Genesi 12...

Le colpe dei padri ricadono sui figli?

La prova di duplici fonti unite insieme' viene fuori anche leggendo il Deuteronomio a proposito dei peccati trasmessi di padre in figlio:

“Io “Yahvé tuo Dio sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano” (Dt 5,9),

Questa concezione arcaica di Dio viene mitigata alla fine del libro da una fonte più recente:

“Non si metteranno a morte i padri per una colpa dei figli, né si metteranno a morte i figli per una colpa dei padri; ognuno sarà messo a morte per il proprio peccato” (Dt 24,16)


Dio si dimentica di quello che dice?


Geremia 7:
" 20 Pertanto, dice il Signore Dio: Ecco, il mio furore, la mia ira si riversa su questo luogo, sugli uomini e sul bestiame, sugli alberi dei campi e sui frutti della terra, e brucerà senza estinguersi.
21 Dice il Signore degli eserciti, Dio d'Israele: Aggiungete pure i vostri olocausti ai vostri sacrifici e mangiatene la carne! 22 Io però non parlai né diedi ordini sull'olocausto e sul sacrificio ai vostri padri, quando li feci uscire dalla terra d'Egitto, 23 ma ordinai loro: "Ascoltate la mia voce, e io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo; camminate sempre sulla strada che vi prescriverò, perché siate felici".

Numeri 15:

"1 Il Signore parlò a Mosè e disse: 2"Parla agli Israeliti dicendo loro: "Quando sarete entrati nella terra che dovrete abitare e che io sto per darvi, 3e offrirete al Signore un sacrificio consumato dal fuoco, olocausto o sacrificio, per soddisfare un voto o per un'offerta spontanea o nelle vostre solennità, per offrire un profumo gradito al Signore con il vostro bestiame grosso o minuto, 4colui che presenterà l'offerta al Signore offrirà in oblazione un decimo di efa di fior di farina, impastata con un quarto di hin di olio, 5e vino come libagione, un quarto di hin: lo aggiungerai all'olocausto o al sacrificio, per ogni agnello. 6Se è per un ariete, offrirai in oblazione due decimi di efa di fior di farina, impastata con un terzo di hin di olio, 7e vino in libagione, un terzo di hin: l'offrirai come profumo gradito al Signore. 8Se offri un giovenco in olocausto o in sacrificio per soddisfare un voto o in sacrificio di comunione al Signore, 9oltre al giovenco si offrirà un'oblazione di tre decimi di efa di fior di farina, impastata in mezzo hin di olio, 10e offrirai vino in libagione, un mezzo hin di vino; è un sacrificio consumato dal fuoco, profumo gradito al Signore. 11Così si farà per ogni giovenco, per ogni ariete, per ogni agnello o capretto. 12Secondo il numero degli animali che immolerete, farete così per ciascuna vittima. "


Ieconia nessuna discendenza sul trono di Giuda:

Profezia su Ieconia: Geremia 22,28-30:

" 28 Questo Ieconia è dunque un vaso spezzato, infranto?
È forse un oggetto che non fa più alcun piacere?
Perché sono dunque cacciati, lui e la sua discendenza,
gettati in un paese che non conoscono?
29 O paese, o paese, o paese,
ascolta la parola del SIGNORE!
30 Così parla il SIGNORE:
«Iscrivete quest'uomo come privo di figli,
come un uomo che non prospererà durante i suoi giorni;
perché nessuno della sua discendenza giungerà
a sedersi sul trono di Davide,
e a regnare ancora su Giuda». "


Ma Matteo 1,11 dice che Ieconia è nella genealogia di Cristo. Ora se Dio dice tramite il profeta che nessuno della discendenza di Ieconia regnerà sul trono di Davide, Gesù su chi regnerà?
"Dio gli darà il trono di Davide suo padre, ed egli regnerà sulla casa di Giacobbe per sempre e del suo regno non ci sarà fine”. (Lu 1:32, 33)

Problemi con la geometria:

2Cronache 4:2

"E faceva il mare di metallo fuso di dieci cubiti da un suo orlo all’altro suo orlo, circolare tutt’intorno, e la sua altezza era di cinque cubiti, e per circondarlo tutt’intorno ci voleva una corda di trenta cubiti."

Secondo un calcolo geometrico, la corda avrebbe dovuto essere lunga almeno 31 cubiti, non 30. È dovuto all’approssimazione del pi greco a 3 anziché a 3,14. A quei tempi, già in Grecia si conosceva un’approssimazione di 3,16. Quella biblica è la peggiore della storia

Problemi con la zoologia:

Levitico 11:6

Anche la lepre, perché rumina ma non ha l’unghia spartita. È impura per voi.

La lepre non è un ruminante. Alcuni sono arrivati ad affermare che la lepre, in virtù di un processo digestivo particolare, è un ruminante ed è la Bibbia ad avere ragione. In realtà è proprio la dimostrazione che il Testo non è di ispirazione divina: la lepre non è un ruminante, ma lo sembra. Quindi gli scrittori della Bibbia hanno pensato bene di scriverlo, sbagliando clamorosamente.

Quante zampe hanno gli insetti?

Levitico 11,20-23:
20 Vi sarà pure in abominio ogni insetto alato che cammina su quattro zampe.
21 Però, fra tutti gli insetti alati che camminano su quattro piedi, potete mangiare quelli che hanno le gambe sopra i piedi per saltare sulla terra.
22 Di questi potete mangiare: ogni specie di locuste, ogni specie di cavallette, ogni specie di grilli e ogni specie di acridi.
23 Ogni altro insetto alato che ha quattro zampe sarà un abominio per voi.

gli insetti sono tutti Esapodi e tutti gli aracnidi sono ottapodi. Non esistono insetti tetrapodi

Problemi con la botanica:

Mc 4,31:
"Esso è come un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra"

Il seme di senape non è il più piccolo di tutti i semi e non lo era nemmeno ai tempi di Gesù.

Problemi con la geografia:

Bethania:

" … Questo avvenne a Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando. Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l'agnello di Dio»" (Gv 1,28-29);
"Accorreva a Giovanni tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano" (Mc 1,5).

Quindi a Bethania Gesù incontrò Giovanni Battista "dove stava battezzando" nel Giordano. Purtroppo l'unica Bethania esistente in Giudea si trovava (e si trova ancora oggi) a meno di quattro chilometri da Gerusalemme, non "al di là", bensì "al di qua del Giordano", o meglio "a oltre quaranta chilometri al di qua del Giordano" (la misura veniva effettuata in "stadi"). Questo "pasticcio" fu combinato dall'evangelista di Dio, Giovanni apostolo, un ebreo che avrebbe dovuto essere pratico dei luoghi in cui operò e, in base alla storia ecclesiastica, sarebbe vissuto fino al 104 d.C. e spesso a Gerusalemme. I tre vangeli sinottici attestano chiaramente che Gesù si recò da Giovanni (Battista) e si fece subito battezzare nel Giordano per poi iniziare il ministero divino; inevitabilmente, facendo risultare nel vangelo di Giovanni che il Giordano scorreva a Bethania (Gv 1,28),

Nazareth:

1) si trovava in Galilea, nel regno del tetrarca Erode Antipa che aveva autorità su quella regione ai tempi di Gesù (cfr. Mt. 2:22-23, Mc. 1:9, Lc. 1:26, 2:4 e 2:39);

2) non era collocata direttamente sulle rive del mare della Galilea (cfr. Mt. 4:13); il luogo va cercato nella parte occidentale del mare di Galilea in quanto sulla sponda orientale e in parte a nord del lago si trovava la regione della Gaulanitide su cui regnava Filippo nel tempo in cui visse Gesù e fino al 34 d.C.;

3) si trovava sopra (™p… + gen.) un monte (cfr. Lc. 4:29);

4) uscendo dalla città era possibile raggiungere il ciglio (cioè il margine o sponda) del monte su cui sorgeva la città, sotto il quale si trovava un precipizio. Luca, interpretato letteralmente, afferma che Gesù fu cacciato dalla città e fu condotto sull'orlo del precipizio; il verbo utilizzato in Lc. 4:29 è ™kb£llw, lo stesso che viene generalmente impiegato per la cacciata dei demoni nel tipico linguaggio del Nuovo Testamento, sottintende quindi uscita e allontanamento dal centro abitato. Oltre il ciglio vi era un precipizio dal quale gettandosi al disotto si poteva morire (cfr. Lc. 4:29); poiché precedentemente Luca aveva detto che scacciarono Gesù fuori dalla città, ci sembra corretto supporre che la città fosse certamente edificata su di un monte ma non comprendesse al suo interno il ciglio con il precipizio, per raggiungere il quale bisognava abbandonare la città e uscire da essa;

5) il precipizio deve trovarsi sullo stesso monte in cui sorge anche la città, ma fuori di essa;

L'unica Nazaret che si conosce (che poi coincide con quella odierna è adagiata in una zona collinare ad ovest del lago ed è a circa un ora di cammino dal monte Jebel el-Qafse con un dirupo simile a quanto riferito da Luca, inoltre gli scavi archeologici hanno dimostrato l'esistenza di un insediamento umano in quel periodo, ma molto piccolo, di certo non tale da chiamarsi "città".

Bethsaida

Gv. 12:21 colloca espressamente Bethsaida in Galilea. La combinazione di Mc. 6:45 con Mc. 6:53 sembra concordare pienamente con Gv. 12:21 e collocare Bethsaida chiaramente in Galilea, sulla sponda occidentale del lago di Gennesaret.
In Mc. 6:1 Gesù si trova nella sua patria.
In Mc. 6:32 Gesù e i suoi seguaci partono con la barca per recarsi in un luogo solitario dove avviene la prima moltiplicazione del cibo. In Mc. 6:45 Gesù ordina ai discepoli di salire sulla barca e precederlo sull'altra riva, verso Bethsaida. In Mc. 6:53, compiuta la traversata il gruppo approda nella terra di Gennesaret. E' da escludere che al tempo di Cristo vi fosse una città chiamata Gennesaret. L'antica Kinnereth biblica era stata distrutta molti secoli prima e non fu mai più ricostruita dal tempo dell'invasione assira.

Contrariamente alle testimonianze evangeliche, Bethsaida non apparteneva amministrativamente alla Galilea (sotto Erode Tetrarca) ma alla Traconitide (Ant. XVII 319; Bellum II 95) e, come risulta dalle corrette citazioni storiche confermate dalla archeologia, era ubicata nella Gaulanitide inferiore, precisamente ad est del Giordano, in prossimità del punto in cui anche oggi il fiume si immette nel lago di Tiberiade. Ma, dal momento che la Galilea era ad ovest del Giordano...

Gerasa e Gadara

"Approdarono nella regione dei Geraseni, che sta di fronte alla Galilea. Gesù era appena sceso a terra, quando gli venne incontro un uomo della città posseduto dai demòni … Alla vista di Gesù gli si gettò ai piedi urlando a gran voce: «Che cosa vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti prego, non tormentarmi!». Gesù gli domandò : «Qual è il tuo nome? ». Rispose: «Legione», perché molti demoni erano entrati in lui e lo supplicavano che non ordinasse loro di andarsene nell'abisso. Vi era là un numeroso branco di porci che pascolavano sul monte. Lo pregarono che concedesse loro di entrare nei porci; ed egli lo permise. I demòni uscirono dall'uomo ed entrarono nei porci e quel branco corse a gettarsi a precipizio dalla rupe nel lago e annegò" (Luca 8,26-33).
Similmente anche in Matteo e Marco: "Giunto sull'altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, vennero incontro a Gesù …" (Mt 8,28-34);"Nella regione dei Geraseni, c'era un uomo posseduto da uno spirito immondo…Gesù gli domandò: «Come ti chiami? ». «Mi chiamo Legione, perché siamo in molti». Sul monte c'era una grande mandria di porci … E gli spiriti lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi»...La mandria si lanciò dal precipizio nel mare e circa duemila d'essi annegarono" (Mc 5,1-13).

Gerasa è il nome di una antica città la cui storia viene citata da Giuseppe Flavio (Bellum I 104) quando fu conquista dai Giudei, nell'84 a.C., condotti dal re Alessandro Ianneo. Successivamente, dopo la conquista di Pompeo Magno, nel 63 a.C., la città raggiunse il massimo splendore sotto il dominio romano ma ... Gerasa dista cinquanta chilometri a sud dal lago di Tiberiade e venti ad est oltre il Giordano. In quell'epoca apparteneva alla regione di Decapolis mentre le sue spettacolari vestigia lontane dal lago, nei secoli, si sono conservate intatte sotto la sabbia.Gadara, che dista dieci chilometri dal lago di Tiberiade, Giuseppe Flavio la cita più volte e si sofferma (Bellum I 7,3-6) in occasione della rivolta dei Giudei di Gadara sconfitti da Vespasiano nel 68 d.C. Era una bella città greco-romana, con teatri, terme, ippodromo e mausoleo; entrò a far parte di Decapolis dopo la conquista di Pompeo, pur senza raggiungere la magnificenza di Gerasa, anche perché rimase coinvolta nella guerra giudaica.
Per questa incongruenza evidente si scomodò persino Origene:

Origenes: "Commentarii in evangelium Ioannis" - XLI -

"Quanto poi al fatto che i manoscritti greci contengano spesso errori nella trascrizione dei nomi, uno potrebbe convincersene anche da questi casi che troviamo nei vangeli. L'economia dei porci precipitati dalla rupe e annegati in mare dai demoni è collocata dai vangeli nella regione dei Geraseni. Ora, Gerasa è una città dell'Arabia e non ha nei dintorni né un mare né un lago. Né gli evangelisti avrebbero potuto dire un'inesattezza così evidente ed esposta a una facile smentita, tanto più poi che essi conoscevano perfettamente le regioni intorno alla Giudea. Siccome in alcuni esemplari troviamo «Nella regione dei Gadareni» occorre dimostrare falsa anche questa lezione. Gadara infatti è bensì una città della Giudea, ma nei suoi dintorni ci sono le celebri terme, non un lago sovrastato da rupi né il mare".

Origene scoprì che esisteva una città con un nome simile e risolse il problema in questo modo:

"C'è però Gergesa, da cui prendono nome i Gergeseni, un'antica città sulle rive di quello che oggi si chiama mar di Tiberiade, che ha nei dintorni una rupe che sovrasta il mare: è di qui, come [ancora] si indica, che i porci sono stati precipitati dai demoni. Il nome Gergesa, del resto, vuol dire appunto "abitazione di coloro che hanno scacciato": un nome che contiene forse un'allusione profetica" (ibid. XLI)

Inutile dire che in nessun manoscritto del NT compare il nome di "Gergesa" ma Origene fu scaltro a trovare una toppa "convincente".

Problemi di profezie:

Ger 36,30:
Per questo dice il Signore contro Ioiakim re di Giuda: Egli non avrà un erede sul trono di Davide; il suo cadavere sarà esposto al calore del giorno e al freddo della notte.

2Re 24,6:
Ioiakim si addormentò con i suoi padri e al suo posto divenne re suo figlio Ioiachin.

Oops, ma non doveva rimanere senza eredi?

Egitto desolato per 40 anni?

Ezechiele 29:8 "Perciò, così parla il Signore, DIO:
"Ecco, io farò venire sopra di te la spada
e sterminerò in mezzo a te uomini e bestie:
9 il paese d'Egitto sarà ridotto in una desolazione, in un deserto,
e si conoscerà che io sono il SIGNORE,
perché il faraone ha detto: 'Il fiume è mio e sono io che l'ho fatto!'
10 Perciò, eccomi contro di te e contro il tuo fiume;
ridurrò il paese d'Egitto in un deserto, in una desolazione,
da Migdol a Siene, fino alle frontiere d'Etiopia.
11 Non vi passerà piede d'uomo,
non vi passerà piede di bestia,
né sarà più abitato per quarant'anni;
12 ridurrò il paese d'Egitto in una desolazione in mezzo a contrade desolate;
le sue città saranno una desolazione, per quarant'anni,

in mezzo a città devastate;
disperderò gli Egiziani fra le nazioni,
li disseminerò per tutti i paesi"

La storia dimostra che l' Egitto non fu mai desolato o devastato per 40 anni.

Tiro distrutta da Nabucodònosor e desolata per sempre?

Ez 26:1 Il primo giorno del mese, dell'anno undecimo, mi fu rivolta questa parola del Signore: 2 «Figlio dell'uomo, poiché Tiro ha detto di Gerusalemme: Ah, Ah! eccola infranta la porta delle nazioni; verso di me essa si volge, la sua ricchezza è devastata. 3 Ebbene, così dice il Signore Dio: Eccomi contro di te, Tiro. Manderò contro di te molti popoli, come il mare solleva le onde, 4 e distruggeranno le mura di Tiro, e demoliranno le sue torri: spazzerò via da essa anche la polvere e la ridurrò a un arido scoglio. 5 Essa diverrà, in mezzo al mare, un luogo dove stendere le reti, poiché io ho parlato - oracolo del Signore. Essa sarà data in preda ai popoli 6 e le sue figlie in piena campagna saranno uccise di spada; allora sapranno che io sono il Signore. 7 Perché dice il Signore Dio: Io mando da settentrione contro Tiro Nabucodònosor re di Babilonia, il re dei re, con cavalli, carri e cavalieri e una folla, un popolo immenso. 8 Le tue figlie, in terra ferma, ucciderà di spada, contro di te costruirà bastioni, alzerà terrapieni, disporrà un tetto di scudi....

14 Ti renderò simile a un arido scoglio, a un luogo dove stendere le reti; tu non sarai più ricostruita, poiché io, il Signore, ho parlato». Oracolo del Signore Dio

...

17 Su di te alzeranno un lamento e diranno: Perché sei scomparsa dai mari, città famosa, potente sui mari? Essa e i suoi abitanti, che incutevano terrore su tutta la terraferma. 18 Ora le isole tremano, nel giorno della tua caduta, le isole del mare sono spaventate per la tua fine». 19 Poiché dice il Signore Dio: «Quando avrò fatto di te una città deserta, come sono le città disabitate, e avrò fatto salire su di te l'abisso e le grandi acque ti avranno ricoperto, 20 allora ti farò scendere nella fossa, verso le generazioni del passato, e ti farò abitare nelle regioni sotterranee, in luoghi desolati da secoli, con quelli che sono scesi nella fossa, perché tu non sia più abitata: allora io darò splendore alla terra dei viventi. 21 Ti renderò oggetto di spavento e più non sarai, ti si cercherà ma né ora né mai sarai ritrovata». Oracolo del Signore Dio"

Questa è una predizione molto precisa, ma è sbagliata:
Secondo lo storico ebreo Giuseppe Flavio (Contro Apione, I, 156 [21]), l’assedio durò 13 anni e costò caro ai babilonesi. Tiro non fu distrutta da Nabucodònosor ma da Alessandro Magno 200 anni dopo, ed è stata ricostruita, infatti ancora oggi esiste ed è patrimonio storico dell’Unesco dal 1984.

C’è chi dice che la Bibbia non afferma che doveva essere Nabucodònosor a distruggere Tiro, perchè la frase che parla della distruzione non ha un soggetto specifico, e si appoggiano a questo. Ma è evidente che si stia parlando di Nabucodònosor, come nella frase precedente. Inoltre, se la profezia fosse corretta e di ispirazione divina, perché non dire che Tiro sarebbe stata distrutta da Alessandro Magno, ma che poi sarebbe stata ricostruita, togliendo ogni sospetto?

Damasco non doveva essere più una città:

C.E.I. Isaia 17:

"1 Oracolo su Damasco.
Ecco, Damasco sarà eliminata dal numero delle città,
diverrà un cumulo di rovine.
2 Le sue borgate saranno abbandonate per sempre;
saranno pascolo dei greggi
che vi riposeranno senza esserne scacciati."

Qual è la capitale della Siria?


G] Che bibbia aveva Matteo?

“e venne ad abitare in una città detta Nazaret, affinché si adempisse quello che era stato detto dai profeti, che egli sarebbe stato chiamato Nazareno.” (Matteo 2:23)

Nessun profeta dell’Antico Testamento nomina mai Nazaret ne è scritto da nessuna parte che il messia sarebbe stato chiamato "Nazareno"

Zaccaria, figlio di Barachia o di Ieoiada?

Figlio di Barachia:

Matteo 23:35 “affinché ricada su di voi tutto il sangue giusto sparso sulla terra, dal sangue del giusto Abele, fino al sangue di Zaccaria, figlio di Barachia, che voi uccideste fra il tempio e l'altare”.

Figlio di Ieoiada:

2Cronache 24:22 “Il re Ioas non si ricordò della benevolenza usata verso di lui da Ieoiada, padre di Zaccaria, e gli uccise il figlio; il quale, morendo, disse: «Il SIGNORE lo veda e ne chieda conto!»”.


Problemi di memoria:

1 sam 31:4
4 Saul disse al suo scudiero: «Sfodera la tua spada e trafiggimi con essa; non vengano questi incirconcisi a trafiggermi e a farsi beffe di me». Ma il suo scudiero non volle, perché era tutto spaventato. Allora Saul prese la spada e vi si gettò sopra.

2 sam 1
9 Allora egli mi disse: «Avvicinati a me e uccidimi, perché una grande angoscia si è impadronita di me, ma la vita è ancora tutta in me». 10 Così mi avvicinai a lui e lo uccisi, perché capivo che non avrebbe potuto vivere dopo la sua caduta.

Insomma Saul si suicidò o venne ucciso?

Chi fu il successore di Giosia: Ioacaz o Sallum?

Ioacaz:

2Cronache 36:1 “Allora il popolo del paese prese Ioacaz, figlio di Giosia, e lo fece re a Gerusalemme, al posto di suo padre”.

Sallum:

Geremia 22:11 “Infatti così parla il SIGNORE, riguardo a Sallum, figlio di Giosia, re di Giuda, che regnava al posto di Giosia suo padre, e che è uscito da questo luogo: «Egli non vi ritornerà più”.

Problemi con i numeri:

Quanti erano gli uomini censiti al tempo di Davide?

Quattrocentosettantamila.

1Cronache 21:5 “Ioab fornì a Davide la cifra del censimento del popolo: c'erano in tutto Israele un milione e centomila uomini abili alle armi; e in Giuda quattrocentosettantamila uomini abili alle armi”.

Cinquecentomila.

2Samuele 24:9 “Ioab fornì al re la cifra del censimento del popolo; c'erano in Israele ottocentomila uomini forti, atti a portare le armi; e in Giuda, cinquecentomila”.

Quante persone morirono per fornicazione?

Ventiquattromila:

Numeri 25:9 “Di quel flagello morirono ventiquattromila persone”

Ventitremila:

1Corinzi 10:8 “Non fornichiamo come taluni di loro fornicarono e ne caddero, in un giorno solo, ventitremila”.

Figli persi per strada

Quanti figli ebbe Mical la figlia di re Saul?

Cinque:

" 8 Di conseguenza il re prese i due figli di Rizpa figlia di Aia che essa aveva partorito a Saul, Armoni e Mefiboset, e i cinque figli di Mical figlia di Saul che essa aveva partorito ad Adriel figlio di Barzillai il meolatita." (2 Samuele 21:8)

Nessuno:

" 23 Così, in quanto a Mical, figlia di Saul, non ebbe nessun figlio fino al giorno della sua morte." (2 Samuele 6:23)

Ora diamo un po' di numeri:

Esdra 2: 8
"Figli di Zattu: novecentoquarantacinque"

Neemia 7:13:
"13 Figli di Zattu: ottocentoquarantacinque"

Esdra 2:12
"12 Figli di Azgad: milleduecentoventidue"

Neemia 7:17:
"17 Figli di Azgad: duemilatrecento ventidue."

Esdra 2:15:
"15 Figli di Adin: quattrocentocinquantaquattro"

Neemia 7:20:
" 20 Figli di Adin: seicentocinquantacinque"

Esdra 2:19:
" 19 Figli di Casum: duecentoventitré"

Neemia 7:22:
" 22 Figli di Casum: trecentoventotto."

Esdra 2:28:
" 28 Uomini di Betel e di Ai: duecentoventitré"

Neemia 7:32:
" 32 Uomini di Betel e di Ai: centoventitré"

Moltiplicazione di stalle:

"26 E Salomone aveva quarantamila stalle di cavalli per i suoi carri e dodicimila cavalieri." (I Re 4:46)

"25 E Salomone ebbe quattromila stalle di cavalli e carri e dodicimila destrieri, e li dislocava nelle città dei carri e presso il re a Gerusalemme." (II Cronache 9:25 )


Veniamo all'iscrizione sopra la testa di Cristo:

“Al di sopra del suo capo, posero anche la motivazione scritta della sua condanna: ‘COSTUI È GESÙ, IL RE DEI GIUDEI’.”
—Matteo 27:37

“E l'iscrizione che indicava il motivo della condanna, posta sopra lui, diceva: ‘IL RE DEI GIUDEI’”
—Marco 15:26

“Sopra il suo capo, inoltre vi era una scritta, ‘COSTUI È IL RE DEI GIUDEI’.”
—Luca 23:38

“Pilato fece anche un'iscrizione e la pose sulla croce, e vi era scritto: ‘GESÙ IL NAZARENO, IL RE DEI GIUDEI’.”
—Giovanni 19:19

Insomma che diavolo c'era scritto su quell'iscrizione esattamente?


Quanti erano i ladroni che biasimavano Gesù?

Matteo 27: 44
Nello stesso modo anche i ladroni che erano in croce insieme a lui cominciarono a biasimarlo.

Marco 15: 32
Anche quelli che erano in croce insieme a lui lo biasimavano.

Luca 23: 39-40

Ma uno dei malfattori appesi gli diceva ingiuriosamente: “Tu sei il Cristo, non è vero? Salva te stesso e noi”. 40 L’altro, rispondendo, lo rimproverò e disse: “Non temi affatto Dio, ora che sei nello stesso giudizio?


Quante donne andarono al sepolcro?

Una

Giovanni 20:1 “Il primo giorno della settimana, la mattina presto, mentre era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro”.

Due:

Matteo 28:1 “Nella notte del sabato, verso l’alba del primo giorno della settimana, Maria Maddalena e l’altra Maria andarono a vedere il sepolcro”.

Tre:

Marco 16:
1 “Passato il sabato, Maria Maddalena, Maria, madre di Giacomo, e Salome comprarono degli aromi per andare a ungere Gesù”

Più di tre:

Luca 24:10 “Quelle che dissero queste cose agli apostoli erano: Maria Maddalena, Giovanna, Maria, madre di Giacomo, e le altre donne che erano con loro”.


Cos’hanno visto le donne?

Due angeli fuori dal sepolcro:

Luca 24:4 “Mentre se ne stavano perplesse di questo fatto, ecco che apparvero davanti a loro due uomini in vesti risplendenti”.

Un angelo fuori dal sepolcro:

Matteo 28:2 “Ed ecco si fece un gran terremoto; perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e vi sedette sopra”.

Due angeli dentro il sepolcro

Giovanni 20:12 “ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, lì dov’era stato il corpo di Gesù”.

Un angelo dentro il sepolcro

Marco 16:5 “Entrate nel sepolcro, videro un giovane seduto a destra, vestito di una veste bianca, e furono spaventate”

Dopo quanti giorni l’ascesa al cielo?

Secondo Luca, la stessa domenica della resurrezione.

Luca 24:1.51 “Ma il primo giorno della settimana, la mattina prestissimo, esse si recarono al sepolcro, portando gli aromi che avevano preparati. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato su nel cielo”.

Secondo Atti invece dopo quaranta giorni.

Atti 1:3 “Ai quali anche, dopo che ebbe sofferto, si presentò vivente con molte prove, facendosi vedere da loro per quaranta giorni, parlando delle cose relative al regno di Dio”.


Chi fu ad arrestare Gesù?

I Giudei mandati dai capi sacerdoti:

Matteo 26:47 "Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei dodici, e insieme a lui una gran folla con spade e bastoni, da parte dei capi dei sacerdoti e degli anziani del popolo. 48 Colui che lo tradiva, aveva dato loro un segnale, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; prendetelo». 49 E in quell'istante, avvicinatosi a Gesù, gli disse: «Ti saluto, Rabbì!» e lo baciò. 50 Ma Gesù gli disse: «Amico, che cosa sei venuto a fare?» Allora, avvicinatisi, gli misero le mani addosso e lo presero."

Luca 22:47 "Mentre parlava ancora, ecco una folla; e colui che si chiamava Giuda, uno dei dodici, la precedeva, e si avvicinò a Gesù per baciarlo. 48 Ma Gesù gli disse: «Giuda, tradisci il Figlio dell'uomo con un bacio?»
49 Quelli che erano con lui, vedendo ciò che stava per succedere, dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?» 50 E uno di loro percosse il servo del sommo sacerdote, e gli recise l'orecchio destro. 51 Ma Gesù intervenne e disse: «Lasciate, basta!» E, toccato l'orecchio di quell'uomo, lo guarì.
52 Gesù disse ai capi dei sacerdoti, ai capitani del tempio e agli anziani che erano venuti contro di lui: «Siete usciti con spade e bastoni, come contro un brigante! 53 Mentre ero ogni giorno con voi nel tempio, non mi avete mai messo le mani addosso; ma questa è l'ora vostra, questa è la potenza delle tenebre».

Marco 14:43 In quell'istante, mentre Gesù parlava ancora, arrivò Giuda, uno dei dodici, e insieme a lui una folla con spade e bastoni, inviata da parte dei capi dei sacerdoti, degli scribi e degli anziani. 44 Colui che lo tradiva aveva dato loro un segnale, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; pigliatelo e portatelo via sicuramente». 45 Appena giunse, subito si accostò a lui e disse: «Rabbì!» e lo baciò. 46 Allora quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono.
47 Ma uno di quelli che erano lì presenti, tratta la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli recise l'orecchio.

Dopo diversi anni l'odio per i romani spinse Giovanni (o chi per lui) ad aggiungere nel vangelo addirittura una intera coorte di soldati romani capeggiati da un tribuno:

Giovanni 18:2 Giuda, che lo tradiva, conosceva anche egli quel luogo, perché Gesù si era spesso riunito là con i suoi discepoli. 3 Giuda dunque, presa la coorte e le guardie mandate dai capi dei sacerdoti e dai farisei, andò là con lanterne, torce e armi.
4 Ma Gesù, ben sapendo tutto quello che stava per accadergli, uscì e chiese loro: «Chi cercate?» 5 Gli risposero: «Gesù il Nazareno!» Gesù disse loro: «Io sono». Giuda, che lo tradiva, era anch'egli là con loro. 6 Appena Gesù ebbe detto loro: «Io sono», indietreggiarono e caddero in terra.
7 Egli dunque domandò loro di nuovo: «Chi cercate?» Essi dissero: «Gesù il Nazareno». 8 Gesù rispose: «Vi ho detto che sono io; se dunque cercate me, lasciate andare questi». 9 E ciò affinché si adempisse la parola che egli aveva detta: «Di quelli che tu mi hai dati, non ne ho perduto nessuno».
10 Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la prese e colpì il servo del sommo sacerdote, recidendogli l'orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. 11 Ma Gesù disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero; non berrò forse il calice che il Padre mi ha dato?»
12 La coorte, dunque, il tribuno e le guardie dei Giudei presero Gesù e lo legarono"

Quest'ultima precisazione appare, però, storicamente non plausibile. Infatti, la coorte (greco speira) - intervenuta secondo Giovanni per l'arresto di Gesù, in aggiunta alle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei - era un'unità militare dell'esercito romano composta da 600 legionari e costituiva la decima parte di una legione. Appare storicamente inverosimile che - per trarre in arresto un predicatore non violento, accompagnato da uno sparuto gruppo di seguaci in un ritiro notturno di preghiera - sia stata inviata dal governatore Ponzio Pilato (l'unico titolato a far muovere tale contingente) un'intera coorte di 600 soldati, oltretutto anche con l'aiuto delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai Farisei.
Lo stesso Ponzio Pilato, noto per la sua fermezza e crudeltà, non troverà in Gesù alcuna colpa e alla fine se ne laverà le mani, rifiutandosi di condannarlo. Pilato, inoltre, quando Gesù gli verrà portato di fronte sembrerà non essere a conoscenza del motivo dell'arresto: "Uscì dunque Pilato verso di loro e domandò: «Che accusa portate contro quest'uomo?». Gli risposero: «Se non fosse un malfattore, non te l'avremmo consegnato»." (Gv18,29-30).
 Appare, inoltre, storicamente poco plausibile che un tale contingente, una volta catturato Gesù, lo abbia consegnato prima ai sommi sacerdoti Anna e Caifa (ovvero due sudditi dei Romani) invece che al governatore romano Pilato.
[gran parte del testo preso da Wikipedia]


Dio cambia?

Dio non cambia mai:


Giacomo 1:17 “ogni cosa buona e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre degli astri luminosi presso il quale non c’è variazione né ombra di mutamento”.

Malachia 3:6 “«Poiché io, il SIGNORE, non cambio; perciò voi, o figli di Giacobbe, non siete ancora consumati”.

Numeri 23:19 “Dio non è un uomo, da dover mentire, né un figlio d’uomo, da doversi pentire. Quando ha detto una cosa non la farà? O quando ha parlato non manterrà la parola?”

Dio cambia:

Genesi 6:6 “Il SIGNORE si pentì d’aver fatto l’uomo sulla terra, e se ne addolorò in cuor suo”.

Giona 3:10 “Dio vide ciò che facevano, vide che si convertivano dalla loro malvagità, e si pentì del male che aveva minacciato di far loro; e non lo fece”.

1Samuele 2:30 “Perciò, così dice il SIGNORE, il Dio d’Israele: “Io avevo dichiarato che la tua casa e la casa di tuo padre sarebbero state al mio servizio per sempre”; ma ora il SIGNORE dice: “Lungi da me tale cosa! Poiché io onoro quelli che mi onorano, e quelli che mi disprezzano saranno disprezzati”.

2Re 20:1 “In quel tempo Ezechia si ammalò di una malattia che doveva condurlo alla morte. Il profeta Isaia, figlio di Amots, andò da lui, e gli disse: «Così parla il SIGNORE: Dà i tuoi ordini alla tua casa; perché tu morirai; non guarirai»”.

2Re 20:4-5 “Isaia non era ancora giunto al centro della città, quando la parola del SIGNORE gli fu rivolta in questi termini: «Torna indietro, e di’ a Ezechia, principe del mio popolo: “Così parla il SIGNORE, Dio di Davide tuo padre: Ho udito la tua preghiera, ho visto le tue lacrime; ecco, io ti guarisco; fra tre giorni salirai alla casa del SIGNORE”.



"Traduzione" pregiudizievole della traduzione del nuovo mondo delle sacre scritture creata dai testimoni di Geova:


Quando ero tdg lessi il libro del mio amico Achille Aveta "Storia e dottrina dei testimoni di Geova" libro ben fatto ed esente dai soliti luoghi comuni od esagerazioni che permeano la maggior parte dei testi critici contro i tdg, ed in un paragrafo lessi (vado a memoria) che i traduttori della tnm erano andati ai limiti del consentito quando si sono trovati davanti determinati passi per loro ambigui; all'epoca presi queste parole come un fatto positivo, pensai tra me e me: "se anche un "apostata" ammette che tale traduzione è possibile (ai limiti, ma possibile) allora posso stare tranquillo", ma non capivo ancora che possibile non è sinonimo di probabile, non conoscevo la critica biblica nè avevo i più elementari rudimenti di traduzione e filologia, col tempo ho capito che la cosa importante non è se il passo possa essere tradotto ANCHE in quella determinata maniera, se esiste una traduzione alternativa che appoggiasse quel tipo di traduzione, ma se quella era la traduzione più probabile (quello che l'autore voleva dire) del passo in questione, chi traduce non deve farsi condizionare dalle sue dottrine precostituite e nel caso dei traduttori della tnm la cosa è a dir poco vergognosa.
Qualche esempio:

Filippesi 2:6 in greco suona più o meno così:

"Che in forma di Dio esistente non rapina reputò l’ essere uguale a Dio"

(Diodati) “Il quale, essendo in forma di Dio, non reputò rapina l’essere uguale a Dio”.

Tnm) "il quale, benché esistesse nella forma di Dio, non prese in considerazione una rapina, cioè che dovesse essere uguale a Dio".

Quale delle due si è attenuta al testo greco evitando il più possibile aggiunte personali o parafrasi che indirizzano il lettore verso una determinata dottrina o lo allontanano da essa?

Giovanni 1:18 in greco suona così:

"Dio nessuno l'ha visto mai, l'unigenito Dio, colui che è ("ho on" l'essente) nel seno del padre egli lo rivela."

Paoline: "Dio nessuno l'ha visto mai. L'Unigenito Dio, che è nel seno del Padre, egli lo ha rivelato."

tnm: "Nessun uomo ha mai visto Dio; l’unigenito dio che è nel[la posizione del] seno presso il Padre è colui che l’ha spiegato. "

Di nuovo quale delle due traduzioni si limita a tradurre più correttamente evitando parafrasi?

Atti 3:15 sempre alla lettera:

"L'autore (principe)
[Edited by (Mario70) 12/8/2018 5:53 PM]
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11/10/2017 3:07 PM
 
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I corpi dei santi resuscitati
Mt 27:52,53 testo interlineare:
"e le tombe si aprirono e molti corpi dei dormienti santi resuscitarono e vennero fuori dalle tombe dopo la risurrezione di lui, entrarono nella santa città e si manifestarono [apparvero] a molti."

la nuova diodati: " Matteo 27:52, 53:

"52 i sepolcri si aprirono e molti corpi dei santi, che dormivano, risuscitarono;
53 e, usciti dai sepolcri dopo la risurrezione di Gesù, entrarono nella santa città e apparvero a molti."

C.E.I.:Matteo 27:52

i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono.

E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti

TNM:
52 E le tombe commemorative si aprirono e molti corpi dei santi che si erano addormentati furono levati. 53 (e delle persone,* uscendo di mezzo alle tombe commemorative dopo che egli era stato levato, entrarono nella città santa) e divennero visibili a molti”.


Nel rimando a piè pagina i traduttori si sentono di precisare:

* O, “ed essi”, ma non è riferito ai “corpi”.

Ora esaminate da soli il testo greco traslitterato sopra con la traduzione dei tdg...
Non ci sono parole!
I tdg non possono proprio accettare che vi sia stata una resurrezione dei santi in questo contesto ed hanno fatto l'impossibile per modificare il testo, inoltre "i santi" per loro sono solo i 144000 e sarebbero dovuti risorgere in cielo dopo la resurrezione di Cristo o meglio dopo il 1914.

Ecco cosa dice un commentario biblico:



"52. e le tombe s'aprirono;

Nella Palestina e nei paesi vicini, usavano seppellire i morti in grotte di diverse grandezze scavate nella roccia, e la cui bassa e piccola entratura veniva otturata da una grossa pietra in forma di macina, la quale si faceva rotolare lungo la parete, fermandola e fissandola sulla porta del monumento, che così rimaneva chiusa. Si capisce dunque facilmente che per effetto del terremoto, potesse questa pietra rotolare da se fuori del suo posto,

e molti corpi dei santi, che dormivano, risuscitarono; 53. ed usciti dai sepolcri dopo la risurrezione di lui, entrarono nella santa città, ed apparvero a molti.

Matteo solo riferisce questo interessante particolare relativo alla morte e alla risurrezione di Cristo. Non è un mito, come pretendo Meyer, perché questo Vangelo fu pubblicato quando vivevano ancora molti testimoni oculari che avrebbero potuto svelarne la falsità. Vediamo in questo avvenimento l'omaggio reso dalla morte e dal sepolcro alla divinità del sofferente Messia. Secondo il racconto di Matteo, ci sono in questo avvenimento due atti successivi, simili a quelli che Ezechiele 37:1-10 vide in visione, nella campagna coperta di ossa secche. Quando i sepolcri furono aperti dal terremoto, la morte di Cristo spezzò il potere della morte e diede alle ossa disseccate e alla polvere, una scossa potente, in modo che quelle spoglie inaridite assunsero la bella complessione che il nostro corpo avrà alla resurrezione. Tale è, a parer nostro, il significato della parola risuscitarono del vers. 52. Ma siccome nella visione di Ezechiele i corpi in tal guisa ricostituiti non vissero realmente che quando lo Spirito di vita ebbe soffiato in essi da Dio, così pure i corpi preparati per l'immortalità nei sepolcri aperti dal terremoto non ricevettero la vita se non all'alba del terzo giorno, dal Salvatore risuscitato. Il racconto di Matteo chiaramente dice che uscirono "dai sepolcri dopo la risurrezione di Cristo", e questo è perfettamente conforme agli altri passi della Scrittura, in cui è dichiarato che Cristo è "il primogenito dai morti" Colossesi 1:18, e "la primizia di coloro che dormono" 1Corinzi 15:20. Così praticamente fu annunziata alla Chiesa la grande verità, che Cristo ha le "chiavi della morte e dello Hades" Apocalisse 1:18, e che la sua risurrezione è un pegno certissimo di quella dei santi. "La morte è stata sommersa dalla vittoria" 1Corinzi 15:54. Alcuni hanno supposto che i santi, di cui è qui ricordata la risurrezione, fossero i patriarchi ed i profeti; altri; quelli che aveano sofferto il martirio sotto l'antica economia; ma il fatto che "entrarono nella santa città ed apparvero a molti", i quali senza dubbio li potevano riconoscere, dimostra che dovevano essere persone morte da poco tempo, come a dire Simeone, Anna ed altri, che al momento della nascita di Cristo, "aspettavano la redenzione". Dopo la sua risurrezione, Cristo non si fece vedere a nessuno in Gerusalemme, all'infuori dei suoi propri discepoli; ma l'apparizione di quei santi risuscitati a molte persone che li conoscevano, era da Dio destinata a dimostrare, in modo indubitabile, la risurrezione di Gesù. Le parole "apparvero a molti" indicano che quei santi risuscitati non rientrarono nel seno della società e nella vita attiva. Le loro apparizioni, simili a quelle di Gesù ai suoi discepoli, furono solo occasionali. Che pensare di loro negli intervalli? Rivestiti dei loro corpi spirituali, furono dessi compagni del Signore durante i quaranta giorni che precedettero la sua ascensione? Possiamo noi dubitare che, non essendo più soggetti a morire una seconda volta, come il figlio della vedova di Nain e Lazzaro, essi, come erano risorti con Cristo, con lui pure sieno saliti alla gloria, formando una numerosa comitiva, divenendo il trofeo della sua vittoria, i compagni del suo trionfo, i precursori di tutta la sua Chiesa?"


[Edited by (Mario70) 11/10/2017 3:20 PM]
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